L’11 giugno davanti alla Corte costituzionale di Karlsruhe il presidente della Bundesbank lancerà il suo attacco contro l’acquisto di titoli di Stato da parte della banca centrale europea. Se l’Alta corte li dovesse considerare inaccettabili, vanificherebbe i risultati faticosamente conseguiti finora.

Un Serio Rischio Per L’Eurozona

La Corte costituzionale tedesca sta per convocare alcune audizioni pubbliche nell’ambito della imminente decisione sulla costituzionalità del programma Outright monetary transactions (Omt) introdotto dalla Banca centrale europea lo scorso settembre. Attraverso tale programma, l’Eurotower effettuerebbe acquisti di titoli di stato sul mercato secondario senza alcun limite preventivo, su richiesta di un suo paese membro sotto stress.

Sono in molti ad attribuire all’Omt, pur mai attivato in concreto, un effetto calmieratore sugli spread dell’Eurozona. Per l’Italia, la terza economia dell’Eurozona con un debito pubblico che è il second per dimensioni, l’Omt, con la sua garanzia di intervento illimitato ex ante, è l’unico argine finanziario in grado di stabilizzare le prospettive di rifinanziamento del debito a costi sostenibili. Altre istituzioni, come il Fondo salva-stati Esm o il Fondo monetario internazionale, non hanno la Potenza di fuoco adeguata per un intervento finanziario credibile, almeno nel nostro caso.

Non è la prima volta che la costituzionalità di importanti iniziative o decisioni europee viene messa in dubbio, in Germania, tramite il ricorso alla Corte di Karlsruhe. L’elemento di novità è che, questa volta, a mettere benzina sul fuoco è direttamente la Bundesbank, la banca centrale tedesca e membro fondatore della Bce, che in una memoria inoltrata alla Corte ritiene il meccanismo al di fuori del perimetro statutario della stessa Bce. Per la Bundesbank, l’Omt porterebbe la politica monetaria comune in un’area grigia pericolosamente contigua alle politiche fiscali il che, in codice, implicherebbe un finanziamento monetario del deficit di bilancio, vietato dai trattati.

Dal canto suo, Karlsruhe tende a intervenire regolarmente nella politica economica europea, definendo, di continuo, una serie di paletti che circoscrivono il perimetro delle iniziative a cui la Germania può aderire. Per esempio, in relazione agli acquisti sul mercato secondario, ha di recente stabilito che la Bce violerebbe le clausole statutarie se tali acquisti fossero, anche implicitamente, stability in relazione al fabbisogno finanziario pubblico di uno dei suoi paesi membri.

L’attesa è per una decisione che fissi nuovi, ulteriori paletti, chiarendo la natura strettamente monetaria e non fiscale dell’Omt per il tramite di una condizionalità particolarmente stretta a cui il paese richiedente dovrà sottoporsi. Se così fosse, la prospettiva, da parte italiana, di un’attivazione preventiva a scopo cautelativo si allontanerebbe considerevolmente.

Un’eventuale bocciatura dell’Omt, invece, con l’ondata speculativa che ne seguirebbe, rischierebbe di vanificare del tutto i pochi ed incerti risultati sinora conseguiti, pur a prezzo di enormi sacrifici, e imporrebbe una valutazione realistica dei costi e dei benefici dell’attuale assetto dell’Eurozona. Sinora l’Italia ha contribuito per oltre 44 miliardi al sostegno finanziario dell’Eurozona dall’inizio della crisi.

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