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Roma. La ripresa europea è più stentata del previsto. Il prodotto interno lordo (pil) degli Stati Uniti oggi è del 6,7 per cento più alto dei livelli pre-crisi, mentre quello dell’Eurozona è ancora del 2,4 per cento più basso. Tardano le riforme strutturali e il rafforzamento della governance dell’area euro, sostiene tra gli altri Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea. Tardano ulteriori stimoli monetari o fiscali, lamentano invece alcune cancellerie del continente. Su un aspetto, almeno, non c’era stata finora troppa discussione: un sostegno alla crescita europea potrebbe venire a breve da una nuova ondata di accordi di libero scambio,...

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